Ripeto i vostri nomi
Che ne é di voi
donne di coraggio
sotto il fuoco
di chi non sente
che odio cieco
e ambisce l’ora finale
per gli ultimi rimasti
di un popolo inerme
e disarmato.
Che ne è di te
Fadwa, nel tuo nome
il compito destinato
di annunciare
Tua la voce,
di tuo marito il messaggio
altrimenti sepolto
nelle carceri israeliane.
E di te, giovane Ahed, l’unica
il coraggio di uno schiaffo
sul persecutore armato
che non disdegna
di incarcerare i bambini
tutti quelli che Wijdan,
con sensibilità e coscienza
avrebbe voluto al riparo
dalle incursioni dei coloni
nell’asilo fondato per loro
a poca distanza
dai loro villaggi.
E di voi, sorelle,
Fadya, colei che si dona
e Nimeh, benedizione
entrambefiglie resilienti
nella terra che vi è rimasta
sotto gli espropri subiti
vittime destinate
nonostante la tarda età
del quotidiano terrore
che da anni imperversa
al di qua del Giordano.
E di te Yasmeen
fiore profumato
rimasta senza gamba
a sognare il Kilimanjaro
sotto il cielo di Gaza.
E di voi tutte sorelle
dai nomi ispirati ai fiori,
all’alba, all’aurora,
alla luna, alle stelle
alla bellezza della notte…
che vi aggirate senza via di salvezza
fra tende e macerie
sotto un cielo caricato a bombe
senz’altro che le braccia
per difendere i bambini
sguardi atterriti
condannate senza colpe
con i vostri padri,
mariti e fratelli.
Ripeto i vostri nomi
come una preghiera
mentre il corpo si piega
sotto l’ennesimo annuncio
di nuovo l’esercito invade
le macerie di Gaza
nessuna ribellione
ha intralciato la sua marcia
i tiranni imperversano impuniti
troppi complici si annidano
nelle stanze del comando
ancora troppo esili
le voci di condanna.
