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per amore del mondo Edizione 19 - 2023

Grande Seminario 2022 - Corpi esposti

Corpi esposti

Grande Seminario 2022

È un tempo in cui i corpi delle donne sono sovraesposti sulla scena pubblica proprio per la loro presenza sempre più diffusa. La presenza è un fatto positivo, ma per questo anche è diventato molto più esile e difficile il passaggio tra la forza d’attrazione esercitata su di noi dall’esteriorità e il ritrovarsi tra sé e sé come luogo sorgivo di sentire, di silenzio e orientamento. Il continuo andirivieni tra interno ed esterno, tra sentire intimo e messa in gioco pubblica, tra pura visibilità e silenzio vivo ha rappresentato da sempre per le donne una misura per agire in modo sensato e pieno l’esistenza. La soglia tra interno ed esterno ha garantito spazi di silenzio interiore e partecipazione alla vita relazionale senza per questo precipitare e perdersi nella pura esteriorità.

Oggi questa soglia è più sottile perché siamo coinvolte nella iper-esposizione dei corpi, nella vita tutta all’esterno, che è il massimo pericolo di perdita di sé, ma anche un segno del nostro tempo da interrogare.

Non sono state solo la pandemia, la guerra vicina e le tante guerre lontane, ad esporre i corpi al pericolo di visibilità massima e di conseguenza ad un disciplinamento pubblico. È stata anche la riduzione della sessualità a sesso e genere, cioè a pura esteriorità biologica e linguistico-nominalista, molto più controllabile discorsivamente di una dialettica vivente tra interno ed esterno, propria di una sessualità libera e in divenire.  

Tale esposizione pubblica del corpo femminile si ha inoltre in un momento in cui sono in atto diverse strategie istituzionali per indurre le donne a diventare madri. Si dice infatti che la denatalità incida negativamente sull’economia italiana. In questo modo viene messo in questione lo stesso immaginario e simbolico del senso dell’essere madre, pensato e voluto dalle donne.

Sappiamo tuttavia che oggi come un tempo la nostra esperienza eccede non solo le istituzioni, ma lo stesso lavoro gerarchico, con tutte le diverse forme di performatività, di cui facciamo esperienza. E oggi come un tempo sappiamo che occorre entrare in conflitto per fare di questa eccedenza una strada simbolica e politica di scoperta e di invenzione.

Rimane l’enigma della questione maschile. Quali sono state le iniziative degli uomini nei confronti di questa eccedenza e della cultura delle donne?  Che conseguenze ne hanno tratto? Quanto sono disposti a trasformare il loro agire e il loro senso di sé? Siamo partite dal presupposto che il trasformare le relazioni tra donne avrebbe modificato la risposta maschile al vivere assieme. È avvenuto?

Bibliografia

Il mondo stringe in “Per amore del mondo” n. 18, 2022 nel sito www.diotimafilosofe.it.

Lia Cigarini, La politica del desiderio e altri scritti, Orthotes, Napoli-Salerno 2022.