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blogGenerazione di idee, Per Luisa Muraro

Elena Migliavacca, Per Luisa

20 Luglio 2026

Luisa era un punto di riferimento per “La tela”, gruppo di donne di Valdagno con cui nel 1980 avevamo creato una piccola biblioteca femminista mettendo insieme i propri libri in una casetta data dal comune. Le mie amiche erano andate a trovarla a Montecchio mentre ero lontana, l’impressione riportata era di una ascoltatrice curiosa avvolta da una nuvola di fumo.

Tornata dopo tre anni di vita in Nicaragua, sentendomi molto persa, Diotima ha esercitato un potente richiamo: a ogni autunno, per anni, il Grande Seminario portava idee, discussioni e incontri.

Ho frequentato per tre anni la “scuola di filosofia” che Luisa teneva all’università di Verona, in modo assolutamente gratuito, si poteva fare anche non essendo iscritte all’università.

È stata un’esperienza potente, la sua mente brillante portava forti domande, noi – le alunne – scrivevamo un piccolo tema che lei poi ritirava e ci consegnava corretto all’incontro seguente, proprio come alla scuola elementare. Vera maestra, leggeva e commentava i nostri scritti, eri costretta a superare timidezze e timori e a difendere le tue posizioni – il nemico principale era infatti considerato l’automoderazione femminile. Dalle discussioni nascevano quindi nuove domande…

Più tardi, iscritta alla fine a filosofia, mi sono trovata a seguire nello stesso semestre il corso di Luisa su Margherita Porete e quello di Letizia Comba su Dee bianche e Dee nere; l’una attenta alla dimensione politica della mistica femminile, l’altra ad aprire immagini divine nei vissuti interiori delle donne, si trovavano puntualmente a toccare da punti diversi gli stessi nodi riguardo alla libertà… Di notte a volte sognavo che lottavano tra loro.

Quello che ora voglio celebrare di Luisa è il dono della sua attenzione, fatto a ognuna e a tutte… Attenzione che, come dice Simone Weil, è la più pura forma di amore.