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Annarosa Buttarelli, Luisa Muraro. Il pensiero della differenza sessuale

20 Luglio 2026

Luisa Muraro (nata nel 1940) se n’è andata da questa terra, dalla quale si era ritirata già da anni chiudendosi in un silenzio misterioso, o forse raccogliendosi in una concentrazione profonda. È stata una filosofa femminista rivoluzionaria, e tra le più importanti del ‘900 italiano, l’unica avanguardia filosofica riconosciuta come tale insieme a Carla Lonzi. La sua mente e il suo cuore erano oltremodo inquieti, come devono essere quando ci si affaccia, come ha fatto lei, sull’ignoto della realtà per il desiderio di leggerla finalmente con occhi illuminati dalle differenti genealogie di pensiero, a cui lei ha sempre attinto. La sua benedetta inquietudine l’ha condotta sempre altrove, anche altrove rispetto alle molte adulazioni, ai tentativi di emulazione, alle appropriazioni delle sue simili, amiche, sorelle, compagne. Quante volte la si sentiva dire “Io non sono una di voi” anche nei gruppi in cui lavorava: era quel “noi” appropriante che la infastidiva perché sapeva di essere sempre altro, sempre un po’ più in là, un po’ più intuitiva se non profetica. Era una filosofa della differenza sessuale da un certo punto in poi del suo cammino di pensiero, dopo avere percorso comunque strade divergenti fin da quando perse la possibilità di fare carriera accademica nell’Università Cattolica di Milano dove aveva studiato sotto la guida dell’amato Bontadini. Fu espulsa da questa università in quanto aderente attivamente al movimento studentesco del ’68. Fu così che, negli anni ’70, iniziò a insegnare nella scuola dell’obbligo, partecipando allo stesso tempo all’esperimento didattico della “scuola antiautoritaria”. Un esperimento condotto insieme a

Elvio Facchinelli e a Lea Melandri. La svolta più decisiva della sua vita personale e di pensiero fu l’incontro con Lia Cigarini (mancata anche lei da poco) nel 1970, quando inizio a frequentare il gruppo DEMAU (Demistificazione Autoritarismo Patriarcale). Fu decisivo iniziare un sodalizio con Lia Cigarini che è durato per tutta la vita, e altrettanto decisiva fu la scoperta del pensiero femminista della differenza sessuale attraverso la conoscenza del lavoro di Luce Irigaray, di cui è stata traduttrice a partire dal capolavoro di Speculum. L’altra donna. Nel 1975 è tra le fondatrici della Libreria delle donne di Milano che sarà la sua “casa” milanese fino all’ultimo. Qui ha insegnato, insieme a Lia Cigarini, le pratiche politiche della differenza sessuale, riuscendo anche a creare una rivista divenuta autorevole in breve tempo, “Via Dogana”, che chiuse improvvisamente rilasciando un’intervista memorabile in cui motivava la chiusura con una sua impossibilità a comprendere a fondo che cosa stessero per fare le donne dopo la rottura del soffitto di cristallo.

Per fortuna sua e di chi l’ha avuta come docente, Luisa Muraro ha potuto rientrare nell’Università, a Verona dove, insieme a colleghe, fonda tra l’83 e l’84 la Comunità filosofica femminile Diotima, di cui è stata guida indiscussa per la trasformazione della forma mentis femminile e per la capacità di pensare e di scrivere quello che lei chiamava volentieri “l’impensato” dell’esperienza delle donne e della realtà, così come si presenta. All’Università degli studi di Verona è entrata come Ricercatrice e ne è uscita per raggiunti limiti di età come Ricercatrice. Le piaceva molto insegnare ed era molto amata come docente. Purtroppo, sebbene lo desiderasse, non ha potuto arrivare ad avere una cattedra, anche se l’aveva già guadagnata idealmente nel mondo della cultura generale. È accaduto quello che continua ad accadere a menti divergenti anche se geniali: quando tentò un concorso per arrivare alla cattedra, qualcuno (sappiamo chi) le ha sottratto i titoli dal fascicolo che aveva presentato per l’ammissione al concorso. Non fu ammessa, e da quel momento non ha più tentato altri concorsi, anche se la sua produzione filosofica attesta e attesterà non solo il merito acquisito per una cattedra, ma soprattutto per l’apporto dato all’evoluzione del filosofare, anche con uno dei suoi libri più famosi, L’ordine simbolico della madre uscito nel 1991. Con questo studio inaugura percorsi di studio che, dal radicamento nella madre anche matrice del linguaggio, la conducono a pubblicare titoli di grande importanza filosofica come Lingua materna, scienza divina. Scritti sulla filosofia mistica di Margherita Porete (1995). Proprio nello studio della differenza femminile espressa luminosamente nella filosofia mistica che Luisa Muraro fonda uno dei suoi percorsi più originali. È senz’altro la filosofia mistica unita al pensiero della differenza sessuale che si trova il “di più” filosofico che la colloca nella genealogia delle pensatrici più importanti e originali degli ultimi tempi.

 Se n’è andata una filosofa femminista molto amata da molte donne che si sono viste cambiare la vita incontrando i suoi scritti o le sue correzioni di pensiero e di linguaggio. Se n’è andata lasciando molto da fare e da pensare sulle tracce che ha indicato con la sua passione e la sua precisione, e questo è uno dei doni più belli che si possano ricevere da una maestra.

Articolo pubblicato su La Stampa

14 giugno 2026